– Festival –

In un mondo del fotogiornalismo sempre più basato su un consumo rapido e veloce dei contenuti, il reportage – genere più nobile del mestiere – fatica a trovare il giusto spazio sulla stampa. Malgrado i crescenti limiti, anche di risorse, molti professionisti continuano a praticarlo convinti che sia lo strumento irrinunciabile per misurare con profondità e ampiezza di sguardo i fenomeni sociali e politici del nostro tempo.

Il Festival del Reportage di Ascoli Piceno dà voce a giornalisti, fotografi, videomaker e documentaristi audio che lavorano con passione per scongiurare la scomparsa di questo genere di racconto.

Nel chiostro del Museo dell’arte ceramica, sede del Festival, i nostri ospiti racconteranno i loro reportage, appositamente ripensati per questo evento, incrociando proiezioni di video, foto, audio e voce. Parallelamente, si terranno workshop su fotografia, radio e scrittura.

Per questa prima edizione, il concetto intorno ai quali i loro lavori ruotano è quello delle radici. Radici come territorio, tradizione, emigrazione, adattamento ai cambiamenti, ricerca del sé e dell’altro.

Per partecipare agli eventi è obbligatoria la prenotazione per via delle misure anti-covid

– Ospiti –

DEEPLAND

Roselena Ramistella | Fotografia

Un viaggio personale, a dorso di mulo, lungo i vecchi sentieri dei Nebrodi, delle Madonie e dei Peloritani. Prima dello sviluppo delle moderne strade costituivano il collegamento naturale tra le città e i campi di Sicilia, e dunque gli assi commerciali regionali.

Il progetto ha due dimensioni, tra loro intrecciate. Da un lato, il racconto delle comunità locali, ancorate nelle aree più remote dell’isola. Dall’altra, la mappatura di ciò che rimane delle antiche mulattiere: l’ultimo aggiornamento, in questo senso, risale agli anni Cinquanta.

Roselena Ramistella è una fotografa siciliana. Al centro delle sue narrazioni fotografiche ci sono le problematiche sociali, la ritrattistica e l’interazione tra uomo e mondo naturale. Esplora questi temi con sguardo personale e intimo, sperimentando sempre nuove tecniche per creare un proprio stile narrativo e artistico. È Ambassador e docente Leica.

Nel 2018, con Deepland, ha vinto i Sony Awards nella categoria Natural world & Wild life. Il suo lavoro è stato esposto in numerose mostre personali e collettive, in Italia e in Europa.

Collabora con magazine e riviste, tra cui L’uomo Vogue, Repubblica, Internazionale, Wordt Vervolgd Amnesty, Io Donna. Le sue immagini sono apparse su The Guardian, The Times, British Journal of Photography e sulla Bbc.

 

LA GIUSTA DISTANZA DAL CAOS

Mario Spada | Fotografia

Napoli è rappresentata da molti, ma colta da pochi. Resta l’unico posto al mondo dove non serve il colore per coglierne l’intensità.

Il bianco e nero di Mario Spada racconta vicoli di perdizione e desideri, empatia e crudeltà, contraddizioni. Vicende al limite del possibile, ma autenticamente reali, catturate durante infinite peregrinazioni, rigorosamente a passo d’uomo, nel ventre caldo della sua città.

Mario Spada muove i primi passi nella fotografia all’età di 15 anni. Tra il 1998 e il 2000 ha studiato all’Istituto Bauer di Milano. Nel 1999 e nel 2001 è premiato al festival di Savignano sul Rubicone, nella sezione Portfolio in piazza. Sempre nel 2001, ha visto il premio Canon giovani fotografi.

Nel suo percorso ci sono collaborazioni con agenzie fotografiche (Grazia Neri, Contrasto e Alinari), riviste e case editrici. È stato più volte fotografo di scena per film e spettacoli teatrali, e nel 2013 ha fondato a Napoli il Centro di fotografia indipendente.

Durante la pandemia da Covid-19, mentre il mondo era fermo, ha proiettato sulle mura interne di Porta San Gennaro, dalla finestra di casa, i lavori di 65 fotografi. A dicembre, per il Museo madre, ha realizzato una proiezione dedicata al centenario della nascita di Federico Fellini, lavorando sull’archivio del fotografo Paul Ronald, con musiche originali di Ivan Dalia.

 

VARCO APPENNINO

Simone Donati | Fotografia

L’Italia ha una lunghissima colonna dorsale che sta perdendo a poco a poco la sua linfa. La gente sceglie di abitare le città o i piccoli centri, comodi e rassicuranti. In pochi vogliono rimanere in luoghi impervi, difficili, dove gli inverni sono lunghi, dove non passa quasi mai nessuno.

L’Appennino è un pezzo del nostro Paese che rischia di essere ingoiato dalla storia. Questo reportage, una ricognizione sulla porzione sud della verticale appenninica, restituisce la giusta dignità ai suoi luoghi e alla sua gente.

Simone Donati vive e lavora a Firenze, dove è nato nel 1977 e dove si è formato, alla Fondazione Studio Marangoni. È tra i fondatori di TerraProject, collettivo fotografico attivo dal 2006.

Nel periodo 2009-2015 l’attenzione di Donati si è concentrata sulla situazione politica e sociale italiana. Hotel Immagine, il suo primo libro, autoprodotto, ha fissato questa esperienza. Il nuovo volume, Varco Appennino (Witty Books 2021), è un reportage sulle aree interne dell’Appennino meridionale.

Der Spiegel, Le Monde Magazine, Monocle, Newsweek, Newsweek Japan, D – La Repubblica, Geo, IL, Internazionale, Io Donna, L’Espresso, Panorama, Sette e Vanity Fair sono alcune delle testate su cui i lavori del fotografo sono apparsi i suoi lavori.  

 

THE TRANSHUMANCE

Massimo Di Nonno | Fotografia

La transumanza è una migrazione stagionale di greggi, mandrie e pastori. Si spostano in vista dell’estate sulle alture, mentre quando si avvicinano i primi freddi scendono in pianura. La famiglia Colantuono, molisana, da cinque generazioni compie questo rito rurale arcaico, tutelato dall’Unesco. Nel suo reportage, Di Nonno racconta lo spostamento invernale della loro mandria di mucche dai pascoli della Puglia alle montagne del Molise. Un viaggio di 180 chilometri, lungo gli antichi tratturi, che tiene insieme le generazioni e racconta il rapporto intimo degli uomini con la terra.

Massimo Di Nonno è nato a Campobasso nel 1968. Si è trasferito nel 1998 a Torino, dove ha realizzato per la prima volta opere d’arte contemporanea con Annamaria Ferrero. Nel 2002 ha iniziato la carriera di fotografo. Nel 2005 ha fondato con Samuele Pellecchia l’agenzia di fotogiornalismo Prospekt. Attualmente collabora per le agenzie Getty Images e BuenaVista Photo. Dal 2012 ha iniziato a lavorare come videomaker, producendo reportage video per Rai, Sky Tg 24 e Associated Press.

Insieme al fotografo Nanni Fontana e ai giornalisti Marzio G. Mian e Nicola Scevola, nel 2015 ha dato vita a The River Journal, un progetto multimediale che racconta temi di attualità attraverso l’esplorazione di grandi fiumi del mondo. 

THE RED ROAD PROJECT

Carlotta Cardana | Fotografia

Un denso progetto, per parole e immagini, sulla cultura dei nativi americani. Per spezzare gli stereotipi con cui viene il più delle volte raccontata e aprire uno spaccato sulle storie, poco conosciute al grande pubblico, di chi si impegna per realizzare qualcosa di positivo per la propria comunità, mettendo in circolo energia, stimolando resistenza, favorendo resilienza. Da qui il nome del progetto: walking along the read road, camminare sulla strada rossa, significa per i nativi americani vivere con uno scopo e lavorare in funzione di un cambiamento.

Carlotta Cardana

Carlotta Cardana (Verbania, 1981) è una fotografa che si occupa principalmente di ritratto e documentaristica. Dopo gli studi al Dams di Bologna e all’Istituto Italiano di Fotografia, a Milano, ha vissuto e sviluppato progetti a Buenos Aires, Città del Messico, Londra, negli Stati Uniti e, ultimamente, in Giappone.  

I suoi lavori analizzano l’impatto degli squilibri economici e dell’oppressione sulle comunità, la spiritualità indigena e la costruzione dell’identità personale all’interno di minoranze e subculture. Sono stati esposti in gallerie internazionali e festival, ricevendo vari premi.

Alcuni scatti di The Red Road Project, il reportage che presenta al festival, fanno parte dell’esposizione permanente dell’American Museum of Natural History di New York.

 

BLOD

Jacob Balzani Lööv | Fotografia

Dopo la morte della madre, Jacob Balzani Lööv ha voluto riconnettersi con il padre Ulf, che vive in Svezia e con il quale non aveva mai avuto rapporti così intensi.

Da quel momento, ogni estate, Jacob e Ulf, che nel 1996 ha avuto un ictus dopo aver perso tutti i risparmi a causa di una crisi finanziaria, attraversano il Paese scandinavo a bordo di una vecchia Volvo con più di trecentomila chilometri. Jacob, al volante, porta il padre alla riscoperta di paesaggi, città e montagne che non aveva più visto dopo l’ictus, scoprendo a sua volta una terra che era nascosta nel suo sangue. E lentamente, padre e figlio iniziano a parlare.

Jacob Balzani Lööv è un fotografo italo-svedese attratto dalle storie di persone intimamente legate a un luogo particolare, sia questo un territorio conteso o una giungla tropicale. Si muove sempre a piedi, convinto che per connettersi a uno spazio, e per raccontarlo, sia necessario misurarlo coi propri passi.

Il posto che Jacob chiama casa è situato tra Milano e il Monte Rosa, nelle Alpi. Recentemente ha scoperto le origini di suo padre negli altipiani svedesi, l’Härjedalen, e anche lì ha imparato a sentirsi un po’ a casa.

 

PARTIRE. RESTARE. TORNARE

Marina Lalović | Radiodoc

Marina Lalović è nata nel 1981 a Belgrado, nell’ex Jugoslavia, un anno dopo la morte del presidente Tito. Ha finito il liceo subito dopo il bombardamento della Nato nel 1999. Un anno dopo si è trasferita in Italia, e qui è rimasta a vivere.

Al compiere del giro di boa dell’esistenza, metà vissuta nel paese d’origine, metà nel nostro, Lalović ha prodotto per Radio 3 un documentario in cinque puntate, in cui si è interrogata sul suo percorso: che cosa mi sono lasciata alle spalle, cosa mi sono persa, a cosa ho contribuito in questi vent’anni? E lo ha fatto tornando nella regione da cui proviene, i Balcani, dove ha raccolto storie di persone sospese tra due mondi. Trama biografica e lavoro sul campo, in presa diretta, si mescolano per dar vita a un reportage di grande forza emotiva.

Marina Lalovic è una giornalista serba nata a Belgrado, nell’ex Jugoslavia. Nel 2000 si è trasferita a Roma, dove si è laureata alla Sapienza, in Editoria e Giornalismo.

Lavora alla redazione esteri di Rai News 24 e collabora con Radio 3 Mondo, storico programma radiofonico Rai dedicato all’attualità internazionale.

In precedenza ha lavorato per Babel TV, canale 141 di Sky. È stata anche corrispondente da Roma per Politika e B92, un quotidiano e una radio-tv di Belgrado, e ha collaborato con Cafebabel, magazine multilingue per i giovani europei.

LA MIA VITA NEI GULAG ALBANESI

Matteo Tacconi | Radiodoc

Rudina Dema è nata in Albania nel 1945. Fino al 1991, l’anno della caduta del comunismo, l’anno in cui emigrò in Italia, è stata una prigioniera politica del regime di Tirana. La versione scritta di questa storia ha vinto il True Story Award, premio internazionale per il giornalismo. Al Festival, presentiamo la versione audio, inedita.

Matteo Tacconi è un giornalista professionista. Scrive, produce radio documentari e filma. Dal 2005 al 2019 ha viaggiato ripetutamente in Europa centro-orientale e nei Balcani, raccontando storie per giornali, periodici, siti, radio e televisioni. I suoi lavori si sono spesso concentrati sull’eco generata in queste regioni europee da grandi rotture storiche, quali il crollo del Muro di Berlino nel 1989 e quello della Jugoslavia nel 1991. 

Nel 2021 ha vinto il concorso Rai per le sede regionali, prendendo servizio in quella di Ancona. Tra i riconoscimenti, figurano il Premio Tonino Carino per il reportage, ricevuto nel 2012, e il True Story Award, ottenuto nel 2020: è un premio globale per il giornalismo di qualità, con relativo festival, promosso dalla rivista Reportagen di Berna.

 

PALMIRA, LA BATTAGLIA PER SALVARE I TESORI DELLA SIRIA

Giorgio Bianchi | Video, Fotografia

Il 21 maggio 2015 l’Isis dichiarava conquistata la città siriana di Palmira. Sul suo famoso sito archeologico, di epoca romana, si abbatté la furia iconoclasta delle milizie del califfato: uno dei peggiori scempi della storia recente contro il patrimonio culturale dell’umanità.

Giorgio Bianchi lo ha documentato nel 2016, ed è poi tornato sul posto nel 2018, producendo un documentario di 30 minuti incentrato sull’eredità culturale come pietra angolare che sorregge l’impalcatura delle nostre società e bene supremo, da salvaguardare a ogni costo.

Giorgio Bianchi è fotoreporter, documentarista e scrittore. Ha realizzato reportage in Europa, Siria, Ucraina, Burkina Faso, Vietnam, Myanmar, Nepal, India.

Ha vinto diversi premi internazionali di fotografia, tra i quali il World Report Award del Festival della fotografia di Lodi, il Prix de la photographie di Parigi e il photo contest al Lugano Photo Days.

Di recente ha dato alla stampa Teatri di guerra contemporanei, per Mimesis editore, libro di parole e immagini sui conflitti in Ucraina e Siria.

 

KINNAUR HIMALAYA

Emanuele Confortin | Video

Tradizioni, spiritualità e identità resistono al tempo, nella regione del Kinnaur, nell’area settentrionale dell’India. Incombe tuttavia una minaccia: la monocoltura della mela. Ha elevato il tenore di vita di questo lembo d’Asia, ma rischia anche di snaturarlo. Un documentario d’autore sugli equilibri fragili di questo angolo di mondo, sospeso tra radici e modernità.

Emanuele Confortin è un giornalista e documentarista indipendente. Racconta aree di crisi, migrazioni, cambiamento climatico e minoranze ai margini della società moderna, prediligendo l’indagine fondata su lunghe permanenze sul campo, e intrecciandola all’analisi geopolitica. Ha lavorato in Cina, Iran, Iraq, Turchia, Grecia, Palestina, India, Pakistan e Asia meridionale. I progetti realizzati sono stati pubblicati su quotidiani e periodici, online e cartacei, in Italia e Svizzera.

Dal 2017 si dedica alla produzione di documentari, con i quali ha partecipato a diversi festival internazionali, ottenendo riconoscimenti. Con Antiga Edizioni ha pubblicato Dentro l’Esodo, migranti sulla via europea (2017) e Kinnaur Himalaya, al confine tra ordine e caos (2019).

 

– Programma –

VENERDÌ 23 LUGLIO

ORE 21-23

Deepland

Roselena Ramistella | Fotografia

Partire. Restare. Tornare

Marina Lalović | Radiodoc

La giusta distanza dal caos

Mario Spada | Fotografia

SABATO 24 LUGLIO

ORE 21-23:30

The Transhumance

Massimo Di Nonno | Fotografia

Palmira, la battaglia per salvare
i tesori della Siria

Giorgio Bianchi | Videodoc, fotografia

The Red Road Project

Carlotta Cardana | Fotografia

DOMENICA 25 LUGLIO

ORE 20,30-23:30

Kinnaur Himalaya

Emanuele Confortin | Videodoc

La mia vita nei gulag albanesi

Matteo Tacconi | Radiodoc

Varco Appennino

Simone Donati | Fotografia

Blod

Jacob Balzani Lööv | Fotografia

– Workshop –

ANALISI, APPROFONDIMENTO, AZIONE

Fotografia

Un laboratorio creativo per progettare e potenziare un lavoro fotografico, incentrato sugli aspetti della narrazione e dell’editing. Consentirà ai partecipanti di acquisire le competenze per sviluppare progetti di lungo periodo, con un taglio autoriale e originale.

Il workshop è a cura di Giancarlo Ceraudo, fotografo documentarista. I suoi lavori sono stati pubblicati su testate italiane e internazionali, tra le quali L’Espresso, Internazionale, El País, GEO, Sunday Times Magazine, New Yorker, Liberation, National Geographic.

LETTURE PORTFOLIO

Fotografia

I fotografi ospiti del nostro festival effettueranno letture portfolio, affiancati dal photo editor Raffaele Vertaldi. La partecipazione è gratuita. Le letture si terranno nella sede del Festival, al Chiostro del Museo dell’arte ceramica.

REALIZZARE UN PODCAST

Radio

La radio, anche al tempo della rivoluzione digitale, resta un mezzo affascinante ed efficace. Si moltiplicano reportage e approfondimenti, sviluppati tanto da professionisti, quando da chi ha semplicemente una buona storia tra le mani. Nel corso del workshop, la nostra ospita Marina Lalović svelerà i segreti per costruire podcast di valore.

La partecipazione è gratuita. Il workshop si terrà nella sede del Festival, al Chiostro del Museo dell’arte ceramica.

PRODURRE UN DOC

Video

Idea, sviluppo, distribuzione. La costruzione di un documentario video è un percorso complesso che necessita di massima attenzione in ogni fase. Il workshop, condotto da Emanuele Confortin, nostro ospite con Kinnaur Himalaya, premio Mountain Wilderness al Torelló Mountain Film Festival, si concentrerà sugli aspetti organizzativi e produttivi che caratterizzano un doc.

La partecipazione è gratuita. Il workshop si terrà nella sede del Festival, al Chiostro del Museo dell’arte ceramica.

Partner e Sponsor

– Staff –

Direzione artistica

Ignacio Maria Coccia

Fotografo professionista, di Ascoli Piceno, è rappresentato dall’Agenzia Contrasto.

Pubblica su riviste italiane e internazionali, con un’attenzione particolare al territorio in cui vive e alle periferie europee. Due volte finalista al Premio Ponchielli, il principale riconoscimento fotografico italiano, assegnato dai photo editor delle principali testate del Paese.

Consulenza

Raffaele Vertaldi

Lavora nel campo della fotografia dal 2000, affiancando all’attività editoriale quelle di consulenza, progettazione e didattica.

Dirige il laboratorio di Cultura Visiva di ICON e insegna Photo Editing nel corso di Narrazione Visiva del CFP Bauer di Milano. Nel 2019-2020 è stato Visual Consultant per Domus, rivista internazionale di architettura, design e arte. Fin dal primo numero, e per dieci anni, è stato Photo Editor di IL, mensile di idee e life-style del Sole 24 Ore. Dal 2003 è membro del G.R.I.N. (Gruppo Redattori Iconografici Nazionale).

Consulenza

Matteo Tacconi

Giornalista professionista, vive a Jesi (An) e lavora alla TGR Rai di Ancona dal 2021.

In precedenza ha prodotto reportage video, audio e scritti per varie testate, cartacee, online e radio-tv, con un focus speciale sull’Europa centrale e i Balcani. Vincitore del True Story Award 2021, premio internazionale per il giornalismo di qualità organizzato dalla rivista svizzera Reportagen.

Social media manager

Sofia Cherici

Reporter freelance formata in sviluppo internazionale e diritti umani a Parigi. Si dedica a diverse forme di storytelling e alla produzione di contenuti multimediali attraverso l’uso di nuove forme narrative. Scrive reportage e articoli di analisi per varie testate europee e italiane come il Green European Journal e The Vision.

Social media manager

Federico Ambrosini

Federico Ambrosini, fotografo e videomaker freelance, ha lavorato diversi anni in campo pubblicitario per dedicarsi successivamente al reportage.

– Dove/Contatti –

Il festival è ideato da:

FARE

Associazione FaRe
Fabbrica del Reportage
Piazza Cecco d’Ascoli 19
63100 Ascoli Piceno – Italia
Mobile: +39 347.1746331